Autenticazione
Marmo, alabastro, terracotta o biscuit: come capire di che materiale è una scultura
Peso, temperatura, traslucenza, durezza, superficie e marchi: come distinguere una scultura in marmo da una in alabastro, riconoscere la terracotta e la porcellana biscuit e individuare gesso, resina e marmo ricostituito.

Una figura bianca può essere in marmo, alabastro, porcellana biscuit, gesso o resina. Una figura rossastra o nera può essere in terracotta, gesso patinato o resina dipinta. La differenza di valore tra questi materiali è enorme, e gli annunci non sempre ci azzeccano. Con qualche semplice verifica, nessuna delle quali danneggia il pezzo, nella maggior parte dei casi si possono sciogliere i dubbi.
Marmo
Il marmo è una pietra formata da cristalli di calcite. È pesante e freddo al tatto, anche in una stanza tiepida, perché sottrae calore alla mano. Nelle rotture o nelle zone non lucidate si vede una struttura cristallina, simile allo zucchero, che brilla leggermente girando il pezzo alla luce. Il marmo statuario fine, come quello di Carrara, lascia passare un po’ di luce dai bordi sottili. Spesso presenta venature o piccole macchie grigie. Le riduzioni di sculture classiche, come questa Venere de’ Medici, venivano spesso scolpite nel marmo bianco.
Il marmo si scalfisce con una punta d’acciaio, ma non con l’unghia. È sensibile agli acidi: limone, aceto o detergenti acidi ne tolgono la lucidatura e lasciano macchie opache.
Alabastro
Nella scultura decorativa europea, «alabastro» indica di solito l’alabastro gessoso, una pietra molto più tenera del marmo. La città toscana di Volterra fu nell’Ottocento uno dei grandi centri di lavorazione dell’alabastro, con figure, vasi e riduzioni di statue classiche per viaggiatori e salotti, come questo discobolo italiano. Si riconosce da:
- Maggiore traslucenza: in controluce, o con una torcia appoggiata dietro una zona sottile, l’alabastro si illumina in modo lattiginoso.
- Tatto più tiepido e ceroso rispetto al marmo, e peso minore a parità di dimensioni.
- Tenerezza: l’unghia può segnarlo. Per questo gli spigoli dei pezzi antichi sono di solito un po’ arrotondati e con piccole mancanze.
Un avvertimento importante: l’alabastro gessoso non si lava con l’acqua, perché è leggermente solubile e perde la lucidatura. Si pulisce soltanto con un pennello o un panno asciutto.
Terracotta
La terracotta è argilla cotta non invetriata. È porosa, opaca e leggermente ruvida al tatto, e il suo colore va dall’ocra chiaro al rosso, a seconda dell’argilla e della cottura. Le figure di serie si realizzavano con stampi e di solito sono cave, con un foro di sfiato nella base. Lì, dove non ci sono patina né pittura, si vede la terra cotta.
Nell’Ottocento la Danimarca ebbe una produzione molto apprezzata di terracotta nera, con figure e rilievi ispirati all’antichità e allo scultore Bertel Thorvaldsen. Si distinsero laboratori come quello di P. Ipsen, a Copenaghen, e quello di L. Hjorth, a Bornholm. I loro pezzi portano di solito il marchio impresso nell’argilla e talvolta la parola Eneret, che in danese indica un diritto esclusivo di riproduzione, come in questo autoritratto di Thorvaldsen di Hjorth.
Porcellana biscuit
Il biscuit è porcellana cotta senza smalto. Ha un bianco opaco, una grana finissima e una superficie liscia, quasi vellutata, che ricorda il marmo lucidato, ma pesa meno e non è fredda come la pietra. Fu usato dal Settecento per figure e gruppi che imitavano la scultura in marmo. Nell’Ottocento la manifattura danese Bing & Grøndahl divenne famosa per le sue figure in biscuit da modelli di Thorvaldsen, come questo vecchio scriba. I marchi di fabbrica si trovano di solito sotto la base. Per identificarli, si può consultare la nostra guida ai marchi della porcellana.
Imitazioni: gesso, resina e marmo ricostituito
- Gesso: leggero, tenero e gessoso al tatto. Si scalfisce con l’unghia e lascia polvere bianca. Spesso è dipinto o patinato per sembrare terracotta, bronzo o marmo; il bianco affiora nei colpi.
- Resina: leggera, tiepida al tatto e di aspetto uniforme. Si possono vedere linee di stampo, piccole bolle nella base e una lucentezza un po’ plastica.
- Marmo ricostituito: polvere di marmo mescolata con resina e formata in stampo. Pesa più della resina, ma non ha la struttura cristallina né le venature naturali del marmo, e tutti i pezzi di uno stesso modello sono identici.
Tabella rapida delle verifiche
- Peso: marmo, molto pesante. Alabastro, un po’ meno. Biscuit e terracotta, medio. Gesso e resina, leggeri.
- Temperatura: il marmo si sente freddo. Alabastro, biscuit e terracotta, meno. La resina, tiepida.
- Luce: l’alabastro si illumina molto; il marmo, un po’ nei bordi sottili; terracotta, gesso e resina, per nulla.
- Superficie: cristallina (marmo), cerosa (alabastro), opaca e fine (biscuit), porosa (terracotta), farinosa (gesso), uniforme e plastica (resina).
- Base: guardare sempre sotto: lì compaiono il materiale non rifinito, la cavità interna e i marchi.
Domande frequenti
Come capire se una scultura è in marmo o in alabastro?
Dalla traslucenza, dal peso e dalla temperatura. L’alabastro lascia passare molta più luce, pesa meno e non si sente così freddo. Se possibile, conviene confrontarlo con un pezzo di materiale noto.
Come si pulisce una figura in terracotta antica?
Con un pennello morbido e, al massimo, un panno appena inumidito su una zona di prova. È porosa: l’acqua saponata o gli oli penetrano e macchiano. Se è dipinta o patinata, solo a secco.
Che cosa significa «da Thorvaldsen»?
Che la figura riproduce un modello dello scultore danese Bertel Thorvaldsen, di solito realizzato da una manifattura o da un laboratorio successivo. Non è un’opera di sua mano, ma le buone riproduzioni dell’Ottocento hanno un proprio mercato.
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